"Il mondo salvato dai ragazzini"

2001/2012 ca.

 

Il titolo evocatorio della raccolta di poesie di Elsa Morante è diventato il filo conduttore svincolato da ogni intento letterario, illustrativo, semplice rimando di una musicalità poetica, che ha accompagnato,  per circa dieci anni la produzione grafica.

Svincolato da ogni intento illustrativo e sottostante piuttosto ad una fascinazione che nasce dalla stessa musicalità poetica delle parole. Semplice evocazione, suggerimento favolistico subito negato da una necessità di salvataggio. Promessa di leggerezza subito negata dal testo che Pasolini definì “atrocemente funebre”. Bisogno, forse di una speranza profonda, in mezzo a questo sistema che sembra sempre più crollarci addosso:”Il mondo (sarà) salvato dai ragazzini”.

Le immagini si articolano in singoli episodi dove l’eroe viaggia solitario in compagnia di qualche essere strano ed improbabile, spesso ignaro del proprio compito, ma trasportato da una necessità superiore.

“Tutto questo/ in sostanza e verità/ non è nient’altro che un gioco”.

Oggetti trovati per caso, scarti di segherie, pezzi di legno lavorati dal mare incontrati sulla spiaggia.

Ad un certo punto la mia vita è stata permeata dalla presenza dei bambini. Questi  piccoli esseri magici, soprannaturali, presenza tangibile del mistero biologico della vita, erano diventati, mio malgrado, il centro della mia esistenza anche immaginativa. E quando ho potuto ricominciare a lavorare i fogli si sono riempiti di questa presenza, accompagnati d’istinto di tutto l’immaginario culturale che avevamo tessuto intorno ai tanti racconti della sera.